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Fe na Vida

28 ottobre 2016

La vita che si trasmette

10 dicembre 2015

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Queste sono le parole che hanno accompagnato l’ingresso del coro oggi pomeriggio. Le giro singolarmente ad ognuno di voi per dirvi ancora grazie, singolarmente perché mentre le scrivevo ho pensato ad ogni splendido cuore che le ha dettate al mio:

I cinque anni di storia del coro Beata Assunta Marchetti, sotto la direzione di Stefania Ceragioli, trovano  origine e orientamento attraverso la preghiera espressa nel canto,  all’interno delle animazioni della liturgia domenicale  della Chiesa Collegiata di Camaiore.

Il primo nucleo si è nel corso di questi anni accresciuto della presenza di persone animate di spirito di condivisione e desiderose di innalzare nel canto la lode a Dio.

La volontà e la grazia e l’impegno di ogni singolo cantore  hanno progressivamente significato  la crescita musicale del coro. “Chi canta prega due volte” sono le parole che hanno mosso  ogni  voce a divenire molteplice espressione di gioia.

Diverse le esperienze che hanno fatto conoscere Camaiore  ed apprezzare  il coro Beata Assunta Marchetti anche fuori dal contesto locale quali :il Duomo di Siena, la Basilica di Santa Croce in Firenze, la città di Volterra, la Basilica di Assisi.

Tra le tante esperienze vale la pena accreditare ancora una volta alla memoria  di tutti  il  ” buon Natale “ai piccoli dell’ospedale Meyer di Firenze, cui il coro ha fatto visita nel periodo natalizio.

La Beatificazione di Madre  Assunta Marchetti, donna forte nella carità, ha visto il  coro impegnato nell’ animazione della liturgia  durante la  diretta Rai1 nella Cattedrale di San Martini in Lucca: grazie alle telecamere Rai il canto e la gioia hanno raggiunto ogni parte del mondo, sono penetrate in ogni casa di persona malata, in ogni luogo dove si cerca la pace.

L’apertura  ed il divertimento poi che la musica a volte  concede hanno visto il Coro cercare nuove strade per raggiungere i cuori.

Hanno rivissuto  nel canto le tradizioni della Nostra Camaiore con interventi svolti nelle piazze locali.
Hanno ricordato nel canto il dolore del passato commemorando  lo scempio delle due guerre, per non dimenticare, per non morire piu’ per una guerra.

Oggi  Il coro oggi continua a crescere: con il recente ampliamento della sezione delle “voci bianche” piccoli cuori di un nostro recente passato e prossimo futuro   hanno intrapreso, grazie alla presenza assidua e impregno loro e dei genitori e nonni,  una strada che vuol essere messaggio di fede gioia e amicizia.

La vita che si trasmette, la musica che  unisce, la fede che come meraviglioso collante trasforma l’impegno in una sempre più elevata lode a Dio.

“Che la nostra storia insegni l’amore alle generazioni future, che la fede ci guidi  ,  Che la Beata Assunta Marchetti vegli sempre su di Noi. “

PEREGRINAÇÃO: A Reliquia da Bem-Aventurada Assunta Marchetti

25 maggio 2015

Os santos e bem-aventurados são pérolas preciosas que embelezam a Igreja, DSCF4851purificam o ar poluído de egoísmo da cultura hodierna, convidam a viver a alegria da amizade de Deus e a doação gratuita aos irmãos e irmãs de caminhada. Os santos e bem-aventurados, como a Cofundadora, a Bem-aventurada Assunta Marchetti são pessoas que deixaram Deus ser Deus na própria existência. Com graça e ascese colocaram a parte mais sublime de si mesmos no pedestal do existir de cada dia. Elas e eles foram uma benção para quem partilhou dos mesmos espaços e tempos de sua existência.

Com a peregrinação da relíquia da Bem-aventurada Assunta Marchetti nas comunidades religiosas da PCR, nos colégios, nos grupos de LMS, na Fazenda Esperança, nos hospitais e em várias paróquias, pude constatar, inúmeras vezes, com alegria e gratidão a Deus, como o povo simples, marcado por diferentes “lascas da cruz de Cristo” venera, suplica, quer tocar as Relíquias da Bem-aventurada Assunta, invocando sua intercessão junto a Deus, o doador de todos os dons (cf.At 3,3-7). A bem-aventurada Madre Assunta, presente em um fragmento de seu corpo, agora glorioso em Cristo, está sendo uma verdadeira bênção para muitas irmãs e para o povo de Deus.

Ler e refletir sobre as relíquias, celebrar com a Palavra ao redor de seus ossos “mais preciosos que o ouro e mais valiosos que as pérolas”; rever em clima de oração as virtudes que pautaram a vida da Beata Assunta; são momentos de ‘beleza divina’ vividos que estou tendo a graça de viver com as coirmãs. Deo gratias!

Como pessoa sinto-me indigna de experienciar esta riqueza, de ter nas mãos ‘este capital de inestimável valor espiritual’ e de poder falar dele e apresentá-lo ao povo devoto para que seja um estímulo na caminhada da vivência da fé e para que, destes corações devotos, suba a Deus, por intercessão de nossa Cofundadora, a Bem-aventurada Assunta, preces e súplicas a fim de que Deus se digne conceder abundantes graças e milagres pela intercessão daquela que na vida só soube servir os mais pequenos do Reino, confortar os migrantes, curar feridas do corpo e da alma de quantos a aproximavam.

Confesso que fico emocionada cada vez que uma pessoa vem contar-me graças e diria, verdadeiros milagres que receberam por intercessão de nossa Bem-aventurada.
Irmãs fica o convite: vamos crescer no conhecimento, na imitação e na intercessão desta primeira Bem-aventurada de nossa “humilde congregação”, como dizia Madre Assunta.
Irmã Leocádia Mezzomo,mscs
Postuladora da Causa de Canonização

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Migrazioni, una due giorni per ricordare Beata Marchetti, cofondatrice scalabriniane

8 dicembre 2014

IMG_0884Una due giorni per ricordare la Beata Madre Assunta Marchetti, cofondatrice delle suore missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane si è svolta questo fine settimana nella sua terra Natale, la lucchesia. A Camaiore – e in particolar modo nella frazione di Lombrici, dove è nata – e a Lucca, sede diocesana. “Madre Assunta è testimone di amore verso i più piccoli, così come dice il Vangelo. La sua testimonianza è un dono d’amore e di vita.

E’ un testimone da raccogliere oggi con i barconi dei migranti. Sta a noi accogliere questi fratelli così come Beata Assunta ha fatto”, ha detto l’Arcivescovo di Lucca, Italo Castellani, a margine della messa solenne celebrata nel Duomo della città e che è stata trasmessa da Raiuno. A celebrata celebrare la funzione religiosa, oltre che monsignor Castellani anche monsignor Gianfranco Lazzareschi, arciprete della Cattedrale, Padre Gabriele Bentoglio, scalabriniano, oltre ad altri presbiteri tra i quali monsignoIMG_1012r Damiano Pacini e don Andrea Ghiselli parroco collaboratore della Valle di Camaiore. I canti sono stati eseguiti dal Coro Beata Madre Assunta Marchetti. “E’ una grande emozione celebrare madre Assunta Marchetti nei luoghi dove lei è nata. A Lucca e a Camaiore la invochiamo con grande gioia. E’ per noi un onore straordinario essere qui a ricordarla, con una gioia incredibile, così come è successo a San Paolo del Brasile per la sua beatificazione”, ha spiegato Suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale delle Scalabriniane. Il 6 di dicembre c’è stato un tour dei luoghi sacri, e una conferenza con la spiegazione del suo ritratto ufficiale, opera della pittrice Natalia Tsarkova. Nell’occasione, è stato presentato anche il volume “Beata Madre Assunta Marchetti. Cofondatrice delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane” (Tau Editrice) pubblicato nella collana “Testimoni delle Migrazioni” della Fondazione Migrantes. A Camaiore, poi, l’inaugurazione della statua a lei dedicata (opera di Gabriele Vicari) e al teatro dell’Olivo lo spettacolo “Madre Assunta: cuore materno di Dio tra i migranti” scritto da Antonella Mattei ed Enrico Selleri.

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Madre

In Brasile beatificazione della toscana suor Assunta Marchetti

7 novembre 2014

«I santi sono i veri tesori della Chiesa e della società civile», ha detto alla vigilia il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per la causa dei santi che oggi presiederà il rito della beatificazione. «Santità, carità e bontà – ha aggiunto il porporato – introducono energie positive nella società e quindi la trasformano. Madre Assunta è stata una benefattrice; è stata madre amata da tanti bambini orfani, dalle donne e anche dai malati, io sono emozionato di essere qui, in questi luoghi dove ha vissuto e lavorato».

Madre Assunta nacque a Lombrici di apaCamaiore, in provincia di Lucca, il 15 agosto 1871 e morì il 1° luglio 1948 a San Paolo in Brasile, nell’orfanotrofio Cristoforo Colombo, accanto alle orfane come aveva sempre desiderato. Da ieri, nel quartiere popolare di Vila Prudente, a San Paolo, un grande monumento ricorda la nuova beata oltre ad un dipinto su ceramica con incisi i nomi del beato vescovo Giovanni Battista Scalabrini, di madre Assunta e del fratello don Giuseppe Marchetti, cappellano sulle navi dei migranti e morto di tifo a soli 26 anni, mentre il vicino orfanotrofio, oggi solo centro scolastico diurno, ospita una statua bronzea di suor Assunta.

Per la superiora generale della congregazione, suor Neusa de Fatima Mariano questi «sono giorni di tanta grazia, di riconoscenza; come Congregazione ringraziamo per il dono della beatificazione della nostra madre Assunta». La figura di madre Marchetti, ha aggiunto il cardinale Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo che presiederà la celebrazione eucaristica, è 1più che mai attuale. I movimenti migratori non si sono mai fermati, il presente è molto grave, anche in Brasile, non solo nel Nord America e in Europa, sappiamo bene cosa sta accadendo in Italia, dove arrivano migliaia di migranti attraverso il mare. I migranti sono la sfida del nostro tempo, ecco perché il carisma scalabriniano e di madre Assunta sono attualissimi». Alla celebrazione di oggi parteciperanno molte suore scalabriniane provenienti da 27 Paesi di America, Europa, Africa e Asia.

In Brasile la Beatificazione di suor Assunta Marchetti

7 novembre 2014

MadreNella cattedrale di San Paolo, in Brasile, è stata beatificata sabato suor Assunta Marchetti, di origini lucchesi e missionaria in Brasile con le Suore di San Carlo Borromeo. È stata festa grande, nel Paese carioca, che ha ringraziato il Signore per il dono di questa beatificazione, il cui rito solenne è stato presieduto dal card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi.

“Dio si serve degli strumenti più inadatti, più insufficienti, per le sue opere. Tutta la mia fiducia l’ho riposta nel suo dolcissimo Cuore”. Così Madre Assunta Marchetti parlava della sua vocazione missionaria che, giovanissima, l’aveva portata dall’altra parte del mondo a occuparsi dei piccoli orfani che con gratitudine e vero amore l’avevano soprannominata “mammina”, come sottolinea il card. Amato:

“Questa sua dedizione per molti orfani rimase il ricordo più dolce della loro infanzia, perché avevano trovato in Madre Assunta la mamma che avevano perduta. Una testimone racconta che spesso i bambini giungevano all’orfanotrofio in condizioni pietose, ma le cure di Madre Assunta li faceva rifiorire”.

Umile e dolce con tutti quelli che incontrava, affrontava nel quotidiano, pazientemente, ogni difficoltà, tenendo sempre a mente le parole di Gesù, “venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi ristorerò”, accrescendo sempre di più, in sé, la massima delle virtù, quella che qualifica maggiormente la nuova Beata secondo il card. Amato:

“La carità, immensa, sacrificata, materna. Alla sua morte, suor Clarice Baraldini, la prima bambina accolta nell’orfanotrofio, uscì dalla camera gridando in lacrime: «Oggi in questa casa è morta la carità». Madre Assunta viveva di carità. Fu questo l’orizzonte missionario di Madre Assunta, che in Brasile trovò la sua patria spirituale”.

Come spesso accade sbirciando le biografie dei Santi, la vocazione di Madre Assunta era maturata nell’infanzia all’interno di una famiglia molto devota. Fu proprio suo fratello, don Giuseppe Marchetti – per il quale anche è in corso la causa di beatificazione – che la volle con sé in Brasile, dove vivrà fino alla morte, sopraggiunta nel 1948. Oltre al suo lavoro da missionaria, Madre Assunta fu per un periodo anche Superiora generale dell’Istituto delle Suore missionarie di San Carlo Borromeo, le Scalabriniane, che all’epoca si chiamavano Serve degli orfani e abbandonati. Anche questo suo incarico, la religiosa lo svolse con amore e con carità, che è la principale eredità che lascia oggi a tutti noi:

“La carità della Madre non era ostentazione, ma servizio umile, sacrificato e paziente. È questa l’eredità che la Beata lascia non solo alle sue consorelle, ma a tutti noi. Il suo invito alla carità include l’esortazione all’umiltà, alla povertà, alla gioia”.

Pubblicata: Radio Vaticana