MEETING DEI GIOVANI DI GEVELSBERG

Il 28 gennaio scorso, la Missione Cattolica Italiana di Gevelsberg ha accolto ragazzi e giovani provenienti dalle Missioni Cattoliche vicine (Diocesi di Essen): da Lippsteat, Paderborn e Dortmund anche catechisti, animatori e alcuni genitori per una giornata di catechesi, animazione e musica.  Presenti tre dei sacerdoti che seguono più da vicino questi giovani (don Pierino, don Guido e don Adriano) e le suore missionarie scalabriniane (suor Milva e Suor Otilia).

Il tema della giornata è stato introdotto da una domanda: Chi è il buon cristiano? I laboratori del mattino hanno dato spazio al confronto: ciascun gruppo ha espresso le proprie idee, i propri sentimenti e sensazioni senza la paura di sentirsi giudicati, ogni partecipante ha potuto esprimersi nella lingua a lui più familiare (tedesco o italiano).

Anche la Messa, presieduta da don Pierino, ha rappresentato un momento di gioia nella fede, di appartenenza ad un’unica famiglia umana. I tanti volontari della Missione di Gevelsberg hanno coccolato tutti i partecipanti (nessuno escluso) da mattina a sera, spendendosi senza esitazioni.

Il pomeriggio è stato arricchito dal Talk&Music Show del gruppo Scalamusic (con suor Etra, Silvia e Antonella,  giunte dall’Italia per l’occasione); un pomeriggio di musica, canzoni e video alla scoperta del mondo dei migranti, dei giovani di “seconda generazione”, di quei figli che oggi possono sperare in un futuro migliore, di quei figli che devono ringraziare per il coraggio che i loro genitori hanno avuto nello scegliere di partire. Figli e figlie che, in questo festoso pomeriggio, hanno portato una ventata di allegria a tutto il pubblico presente, ciascuno con il proprio talento (canto, ballo, recitazione).

Migrante que quiere vivir de esperanza y de paz.  Soy extranjero que lleva al mundo unidad: essere disposti ad aprirsi all’altro ogni giorno, disposti a stringere mani, ad incrociare sguardi e sapersi fermare per guardare più da vicino… disposti ad ascoltare più che il semplice sentire, a dare voce a chi voce non ha… questo l’augurio più grande per tutti i giovani che abbiamo incontrato in questo meeting, questo il messaggio che Scalamusic vuole testimoniare e condividere. Artsiti Scalamusic

Attached Files:

MENSAGEM DE SUA SANTIDADE BENTO XVI Port
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI Ita
MESSAGE OF HIS HOLINESS POPE BENEDICT XVI-Ing
MENSAJE DEL SANTO PADRE BENEDICTO XVI Esp 1
BOTSCHAFT DES HEILIGEN VATERS- Ted
MESSAGE DU PAPE BENOÎT XVI Fran
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
PER LA GIORNATA MONDIALE
DEL MIGRANTE E DEL RIFUGIATO (2012)
“Migrazioni e nuova evangelizzazione”
 

Cari Fratelli e Sorelle!

Annunciare Gesù Cristo unico Salvatore del mondo “costituisce la missione essenziale della Chiesa, compito e missione che i vasti e profondi mutamenti della – società attuale non rendono meno urgenti” (Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 14). Anzi, oggi avvertiamo l’urgenza di promuovere, con nuova forza e rinnovate modalità, l’opera di evangelizzazione in un mondo in cui l’abbattimento delle frontiere e i nuovi processi di globalizzazione rendono ancora più vicine le persone e i popoli, sia per lo sviluppo dei mezzi di comunicazione, sia per la frequenza e la facilità con cui sono resi possibili spostamenti di singoli e di gruppi. In questa nuova situazione dobbiamo risvegliare in ognuno di noi l’entusiasmo e il coraggio che mossero le prime comunità cristiane ad essere intrepide annunciatrici della novità evangelica, facendo risuonare nel nostro cuore le parole di san Paolo: “Annunciare il Vangelo non è per me un vanto; perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo!” (1Cor 9,16).

Il tema che ho scelto quest’anno per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato – “Migrazioni e nuova evangelizzazione” – nasce da questa realtà. L’ora presente, infatti, chiama la Chiesa a compiere una nuova evangelizzazione anche nel vasto e complesso fenomeno della mobilità umana, intensificando l’azione missionaria sia nelle regioni di primo annuncio, sia nei Paesi di tradizione cristiana.

Il Beato Giovanni Paolo II ci invitava a “nutrirci della Parola, per essere «servi della Parola» nell’impegno dell’evangelizzazione …, [in una situazione] che si fa sempre più varia e impegnativa, nel contesto della globalizzazione e del nuovo e mutevole intreccio di popoli e culture che la caratterizza” (Lett. ap. Novo millennio ineunte, 40). Le migrazioni interne o internazionali, infatti, come sbocco per la ricerca di migliori condizioni di vita o per fuggire dalla minaccia di persecuzioni, guerre, violenza, fame e catastrofi naturali, hanno prodotto una mescolanza di persone e di popoli senza precedenti, con problematiche nuove non solo da un punto di vista umano, ma anche etico, religioso e spirituale. Le attuali ed evidenti conseguenze della secolarizzazione, l’emergere di nuovi movimenti settari, una diffusa insensibilità nei confronti della fede cristiana, una marcata tendenza alla frammentarietà, rendono difficile focalizzare un riferimento unificante che incoraggi la formazione di “una sola famiglia di fratelli e sorelle in società che si fanno sempre più multietniche e interculturali, dove anche le persone di varie religioni sono spinte al dialogo, perché si possa trovare una serena e fruttuosa convivenza nel rispetto delle legittime differenze”, come scrivevo nel Messaggio dello scorso anno per questa Giornata Mondiale. Il nostro tempo è segnato da tentativi di cancellare Dio e l’insegnamento della Chiesa dall’orizzonte della vita, mentre si fanno strada il dubbio, lo scetticismo e l’indifferenza, che vorrebbero eliminare persino ogni visibilità sociale e simbolica della fede cristiana.

In tale contesto, i migranti che hanno conosciuto Cristo e l’hanno accolto non di rado sono spinti a non ritenerlo più rilevante nella propria vita, a perdere il senso della fede, a non riconoscersi più come parte della Chiesa e spesso conducono un’esistenza non più segnata da Cristo e dal suo Vangelo. Cresciuti in seno a popoli marcati dalla fede cristiana, spesso emigrano verso Paesi in cui i cristiani sono una minoranza o dove l’antica tradizione di fede non è più convinzione personale, né confessione comunitaria, ma è ridotta ad un fatto culturale. Qui la Chiesa è posta di fronte alla sfida di aiutare i migranti a mantenere salda la fede, anche quando manca l’appoggio culturale che esisteva nel Paese d’origine, individuando anche nuove strategie pastorali, come pure metodi e linguaggi per un’accoglienza sempre vitale della Parola di Dio. In alcuni casi si tratta di un’occasione per proclamare che in Gesù Cristo l’umanità è resa partecipe del mistero di Dio e della sua vita di amore, viene aperta ad un orizzonte di speranza e di pace, anche attraverso il dialogo rispettoso e la testimonianza concreta della solidarietà, mentre in altri casi c’è la possibilità di risvegliare la coscienza cristiana assopita, attraverso un rinnovato annuncio della Buona Novella e una vita cristiana più coerente, in modo da far riscoprire la bellezza dell’incontro con Cristo, che chiama il cristiano alla santità dovunque si trovi, anche in terra straniera.

L’odierno fenomeno migratorio è anche un’opportunità provvidenziale per l’annuncio del Vangelo nel mondo contemporaneo. Uomini e donne provenienti da varie regioni della terra, che non hanno ancora incontrato Gesù Cristo o lo conoscono soltanto in maniera parziale, chiedono di essere accolti in Paesi di antica tradizione cristiana. Nei loro confronti è necessario trovare adeguate modalità perché possano incontrare e conoscere Gesù Cristo e sperimentare il dono inestimabile della salvezza, che per tutti è sorgente di “vita in abbondanza” (cfr Gv 10,10); gli stessi migranti hanno un ruolo prezioso a questo riguardo poiché possono a loro volta diventare “annunciatori della Parola di Dio e testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo” (Esort. ap. Verbum Domini, 105).

Nell’impegnativo itinerario della nuova evangelizzazione, in ambito migratorio, assumono un ruolo decisivo gli Operatori pastorali – sacerdoti, religiosi e laici – che si trovano a lavorare sempre più in un contesto pluralista: in comunione con i loro Ordinari, attingendo al Magistero della Chiesa, li invito a cercare vie di fraterna condivisione e di rispettoso annuncio, superando contrapposizioni e nazionalismi. Da parte loro, le Chiese d’origine, quelle di transito e quelle d’accoglienza dei flussi migratori sappiano intensificare la loro cooperazione, a beneficio sia di chi parte sia di chi arriva e, in ogni caso, di chi ha bisogno di incontrare sul suo cammino il volto misericordioso di Cristo nell’accoglienza del prossimo. Per realizzare una fruttuosa pastorale di comunione, potrà essere utile aggiornare le tradizionali strutture di attenzione ai migranti e ai rifugiati, affiancandole a modelli che rispondano meglio alle mutate situazioni in cui si trovano a interagire culture e popoli diversi.

I rifugiati che chiedono asilo, fuggiti da persecuzioni, violenze e situazioni che mettono in pericolo la loro vita, hanno bisogno della nostra comprensione e accoglienza, del rispetto della loro dignità umana e dei loro diritti, nonché della consapevolezza dei loro doveri. La loro sofferenza invoca dai singoli Stati e dalla comunità internazionale che vi siano atteggiamenti di mutua accoglienza, superando timori ed evitando forme di discriminazione e che si provveda a rendere concreta la solidarietà anche mediante adeguate strutture di ospitalità e programmi di reinsediamento. Tutto ciò comporta un vicendevole aiuto tra le regioni che soffrono e quelle che già da anni accolgono un gran numero di persone in fuga e una maggiore condivisione delle responsabilità tra gli Stati.

La stampa e gli altri mezzi di comunicazione hanno un ruolo importante nel far conoscere, con correttezza, oggettività e onestà, la situazione di chi ha dovuto forzatamente lasciare la propria patria e i propri affetti e desidera iniziare a costruirsi una nuova esistenza.

Le comunità cristiane riservino particolare attenzione per i lavoratori migranti e le loro famiglie, attraverso l’accompagnamento della preghiera, della solidarietà e della carità cristiana; la valorizzazione di ciò che reciprocamente arricchisce, come pure la promozione di nuove progettualità politiche, economiche e sociali, che favoriscano il rispetto della dignità di ogni persona umana, la tutela della famiglia, l’accesso ad una dignitosa sistemazione, al lavoro e all’assistenza.

Sacerdoti, religiosi e religiose, laici e, soprattutto, giovani uomini e donne siano sensibili nell’offrire sostegno a tante sorelle e fratelli che, fuggiti dalla violenza, devono confrontarsi con nuovi stili di vita e difficoltà di integrazione. L’annuncio della salvezza in Gesù Cristo sarà fonte di sollievo, speranza e “gioia piena” (cfr Gv 15,11).

Desidero infine ricordare la situazione di numerosi studenti internazionali che affrontano problemi di inserimento, difficoltà burocratiche, disagi nella ricerca di alloggio e di strutture di accoglienza. In modo particolare le comunità cristiane siano sensibili verso tanti ragazzi e ragazze che, proprio per la loro giovane età, oltre alla crescita culturale, hanno bisogno di punti di riferimento e coltivano nel loro cuore una profonda sete di verità e il desiderio di incontrare Dio. In modo speciale, le Università di ispirazione cristiana siano luogo di testimonianza e d’irradiazione della nuova evangelizzazione, seriamente impegnate a contribuire, nell’ambiente accademico, al progresso sociale, culturale e umano, oltre che a promuovere il dialogo fra le culture, valorizzando l’apporto che possono dare gli studenti internazionali. Questi saranno spinti a diventare essi stessi attori della nuova evangelizzazione se incontreranno autentici testimoni del Vangelo ed esempi di vita cristiana.

Cari amici, invochiamo l’intercessione di Maria, “Madonna del cammino”, perché l’annuncio gioioso della salvezza di Gesù Cristo porti speranza nel cuore di coloro che, lungo le strade del mondo, si trovano in condizioni di mobilità. A tutti assicuro la mia preghiera e imparto la Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 21 Settembre 2011

 

BENEDICTUS PP. XVI

Natale 2011

dicembre 22nd, 2011

        Roma, Santo Natale 2011!                 

Carissima Superiora, Consorelle,
Giovani in formazione,
Fratelli Laici Missionari Scalabriniani, 

 

“Vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. (…) Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama” (Lc 2, 11.14).

 Cristo, fattosi salvezza e gioia per l’umanità, vi conceda di essere segno della sua pace, del suo amore e della sua buona notizia di redenzione tra i nostri fratelli e le nostre sorelle migranti, alla ricerca di vita in pienezza.

Con i più fraterni sentimenti, auguriamo a tutte voi un gioioso Natale e un Anno Nuovo fecondo di pace.

 

Sr. Alda Monica Malvessi
Sr. Zenaide Ziliotto
Sr. Analita Candaten
Sr. Eunivia da Silva
Sr. Jucelia Dall Bello

Autorizzato decreto virtu eroiche M A Marchetti (3)

Carta Aberta

dicembre 2nd, 2011

CARTA ABERTA

“Não mais estrangeiros nem hóspedes, mas da família de Deus” (cf. Ef 2,19)

A Congregação das Irmãs Missionárias de São Carlos Borromeo – Scalabrinianas (MSCS) realizou de 24 a 29 de novembro de 2011, o IV Seminário Congregacional de Pastoral dos Migrantes. Este evento teve lugar no Centro Diocesano de Formação Pastoral, em Caxias do Sul – RS, Brasil, e contou com a participação de 76 pessoas de diversos países entre elas, Irmãs Missionárias Scalabrinianas, Leigos Missionários Scalabrinianos e convidados. Teve como tema: “Rostos da Migração, um sinal dos tempos” e o objetivo de aprofundar diferentes realidades da migração para responder com dinamismo e profecia aos desafios atuais.

A finalidade do Seminario consistiu no estudo, análise e aprofundamento da complexidade das migrações em seus diferentes aspectos: migrações contemporâneas características e tendências; mudanças climáticas e deslocamentos ambientais; a feminilização da migração e o diálogo intercultural e interreligioso. Evidenciou que o fluxo migratório, no seu duplo componente de movimento para dentro e para fora, não constitui mais uma experiência restrita, limitada a algumas áreas, mas é um fenômeno mundial, comum a todos os continentes.

Conforme a OIM, o número de migrantes internacionais totaliza 214 milhões, e destes, 49% são mulheres. O número de refugiados reconhecidos pelo ACNUR e UNRWA totalizam mais de 20 milhões, e a maioria destes se encontram na África e Ásia. Nos últimos anos, chama também a atenção a questão dos deslocados ambientais.

A recente crise econômica tem provocado o retorno de migrantes aos seus países de origem. Há sinais evidentes que os deslocamentos para os países desenvolvidos – principais alvos da crise – diminuam, com o concomitante aumento de fluxos para países emergentes. Ao que tudo indica, haverá nos próximos anos uma maior diversificação dos fluxos e, talvez, uma acentuada circularidade das migrações. Ao mesmo tempo, haverá deslocamentos mais ou menos forçados, provocados por fatores contingentes e contextuais, como conflitos bélicos, crises políticas e fenômenos climáticos e/ou ambientais.

Constatações

A presença e atuação da Congregação MSCS junto aos migrantes é um diferencial na Igreja e na sociedade, difunde apreço pela pessoa do migrante, o reconhece como sujeito e protagonista de sua história, capaz de provocar transformações na sociedade onde está inserido, tornando-se cidadão na nova pátria.

O migrante participa do projeto divino, colabora para que a terra e os espaços eclesiais e comunitários se tornem lugar de fraternidade, de partilha e de gratuidade. Antecipação daquele banquete do Reino, onde todos e todas somos da mesma família de Deus (Ef 2,19), onde ninguém é excluído e sim chamados pelo Pai pelo próprio nome.

Em diversos países de destinos migratórios e sob a pressão de nacionais, os Governos aprovam leis que desconsideram as convenções e acordos internacionais; as políticas migratórias frequentemente não consideram os direitos humanos, ferindo os migrantes fortemente em sua dignidade; migrantes são retidos em centros de detenção sem as mínimas condições humanas; fronteiras são fechadas para a circulação de pessoas, enquanto são abertas livremente para as finanças, comércio, fomentando assim, o crescimento do racismo e da xenofobia.

Esta realidade é interpeladora, pois, além dos motivos econômicos, multiplicam-se questões políticas, sociais e ambientais desencadeadoras de movimentos migratórios. Nesse contexto, intensifica-se a violação de direitos humanos expressos principalmente no tráfico de pessoas, trabalho escravo e servidão por dívida e criminalização dos migrantes. Os meios de comunicação, sustentados pelo sistema político, apresentam os migrantes como mentores de criminalidade e invasores que se apropriam dos recursos do país onde chegam.

A Congregação das Irmãs MSCS e o Movimento dos Leigos Missionários Scalabrinianos, em força do Carisma, consideram os migrantes sujeitos de direitos e portadores de cultura, caminham com eles, fazendo processo de integração e construção de cidadania. Reconhece-os como “profetas de mudanças” portadores de esperança. Questionam o atual paradigma de desenvolvimento, o seu modelo civilizatório e sinalizam novas formas de convivência.

As/os Participantes do Seminário com um coração compassivo e atitude solidária interpelam:

A Igreja

-  A reconhecer os migrantes e refugiados como “sinal dos tempos”, através dos quais Deus a chama para viver mais plenamente a dimensão católica e sua vocação de peregrina, pois, ela é ponto de referência muito importante para a proteção da identidade dos migrantes. Uma das grandes responsabilidades da Igreja é trabalhar para a formação de seus líderes, buscando mudança de atitude diante desta realidade e responder com flexibilidade às novas demandas apresentadas pelos movimentos migratórios.

Governos e a Sociedade Civil

- A respeitar e defender a dignidade e os direitos humanos, especialmente a liberdade de consciência e liberdade religiosa dos migrantes e refugiados que se encontram em situação regular ou irregular, levando em consideração que apenas políticas restritivas em relação às pessoas em mobilidade não são idôneas para regularizar os fluxos migratórios.

- A desenvolver e/ou criar oportunidades para a reunificação familiar e a unidade da família migrante. Manter os laços familiares é essencial para ser plenamente humanos e garantir a estabilidade social.

- A usar de todos os meios à disposição, para evitar tragédias que resultem em perda de vidas de migrantes nas inúmeras fronteiras do mundo.

- A tratar os migrantes e refugiados sem discrminação e combater o racismo, a xenofobia e o exagerado nacionalismo.

As/os participantes reunidas/os no IV Seminário de Pastoral dos Migrantes: Estão conscientes da complexidade do movimento global dos migrantes e refugiados no mundo atual e do grande sofrimento imposto a milhões de pessoas.

Renovam o compromisso com os migrantes, fortalecendo as ações locais numa perspectiva global e trabalhando em rede com organizações nacionais e internacionais.

Reconhecem o migrante, nos seus diferentes rostos, como ‘sinais dos tempos’ e o chamado que Deus faz a todos/as para viver mais plenamente a acolhida, a solidariedade na Igreja e no mundo, caminhando com os migrantes e refugiados nas pegadas de Jesus e em seus ensinamentos “Era peregrino e me acolheste” (Mt 25, 31-46).

Caxias do Sul/RS, 29 de novembro de 2011.

III Comunicazione_ITA III_Comunicación ESP III_Communication_ENG III Comunicação PORT

III Comunicazione del IV Seminario Congregazionale

di Pastorale dei Migranti

L’ora della partenza sta arrivando e noi ci sentiamo fortificate in termini di impegno, il cuore è colmo e la mente illuminata, i piedi disposti a camminare, le mani aperte per la missione che ci attende per testimoniare i frutti del Regno tra i migranti e a favore di essi. In questi giorni del Seminario le suore, i laici partecipanti ed invitati hanno sentito la comunione da parte delle comunità MSCS e dei laici per mezzo di messaggi ricevuti e letti quotidianamente.

Le attività del IV Seminario Congregazionale del giorno 28 novembre sono state iniziate con la preghiera al’interno dei gruppi identificati come mistica, accoglienza, speranza, fedeltà, identità, profezia e itineranza. Dopo sr. Sonia Dalforno ha presentato il tema: L’identità e il carisma scalabriniano a partire dalla testimonianza di Madre Assunta Marchetti; al termine è stato presentato la bozza del documento finale del Seminario.

Nel pomeriggio le suore incaricate come osservatrici hanno fatto le loro esposizioni, dato risonanze e mettendo in evidenzia l’incidenza politica delle nostre azioni apostoliche a favore delle migrazioni nella chiesa e nella società, la metodologia utilizzata alla luce delle direttrici generali dell’apostolato, l’identità e la spiritualità scalabriniana.

Dopo sono state presentate le principali sfide e proposte emerse nel seminario a partire dei lavori di gruppi e del momento plenario, che ha anche riflettuto sul come presentare i risultati del seminario alle comunità e alle provincie. La valutazione ha concluso i lavori.

Dopo la celebrazione Eucaristica, la cena di festa e i balli del gruppo di capoeira dei bambini e adolescenti del Centro de Cuidados Nossa Senhora da Paz – Provincia Immacolata Concezione, e quello del gruppo culturale di migranti gauchos hanno rallegrato la serata.

Il giorno 29 novembre, dopo la preghiera e la colazione, è stato presentato il Documento finale, sintesi del IV Seminario Congregazionale, è stato lanciato il libro Madre Assunta, sono state date comunicazioni e fatta la sessione di chiusura con l’intervento della Superiora Generale Sr. Alda Monica Malvessi.

Il IV Seminario si è concluso con un pellegrinaggio al santuario di nostra Signora di Caravaggio, a Farroupilha\RS dove si è celebrata l’Eucarestia come azione di grazie per l’anno vocazionale e per la buona riuscita del seminario. Le suore e i laici delle comunità vicine hanno preso parte a questo momento importante per la società, la chiesa e la congregazione.

Durante la realizzazione del Seminario, suore, laici e relatori hanno rilasciato interviste, partecipato a programmi di radio e televisione locali affrontando il tema delle migrazioni, sfide e risonanze del seminario.

Considerazioni, foto, documenti e altri articoli, testi si trovano sul sito www.scalabriniane.org

Equipe di comunicazione
Ir. Ana Maria Delazeri
Ir. Maria do Carmo Gonçalves
Ir. Nelí Basso

II_Comunicazione_ITA    II_Comunicación_ESP    II_Communication_ENG     II Comunicação_PORT

 

II Comunicazione del IV Seminario Congregazionale

di Pastorale dei Migranti

Nei giorni 26e 27 hanno dato continuità alle attività del IV Seminario Congregazionale di Pastorale dei Migranti.

Il 26 mattina, la preghiera animata dalla provincia S. Giuseppe, ha dato inizio alla giornata; ha fatto seguito la relazione della Dottoressa Nivea Nuñez de La Paz, teologa luterana e immigrata cubana, il cui tema affidato è stato: Femminilizzazione delle migrazioni: sfide e potenzialità. L’esposizione illuminata dal testo biblico Mc 16, ha provocato l’assemblea ponendo questioni di fronte al fenomeno della mobilità umana in relazione alla donna.

Dopo si è dato seguito all’ascolto di attività missionarie, quella della signora Adília de Souza, laica missionaria scalabriniana che ha riferito sulle attività svolte con la donna rifugiata nell’Africa del Sud, a Johannesburg; poi è intervenuta sr. Ires de Costa, la quale ha condiviso la sua attività svolta a Reggio Calabria con le donne migranti non cristiane. Invece il tema della donna vittima di tratta è stato condiviso da sr. Idalina Bordignon. La mattinata si è conclusa con l’intervento di sr. Lucia Boniatti, presidente del Sistema di Salute Mãe de Deus, con sede a Porto Alegre- Brasile, che ha esplicitato l’attenzione al migrante all’interno del sistema sanitario dell’ospedale.

Il pomeriggio è iniziato con la presentazione del cammino realizzato dalle provincie Cristo Re e Maria Madre dei Migranti, e altre due attività missionarie: il volto del migrante stagionale (S. Paolo), da parte di sr. Ines Facioli e l’attività missionaria svolta in Messico con il migrante detenuto, condivisa da sr. Arlina Barral.

L’assemblea poi è stata invitata a lavorare in gruppo per mettere in evidenza idee illuminanti, sfide que i segni dei tempi sollecitano e le azioni da essere assuunte dalla congregazione. La celebrazione eucaristica, la gita a Gramado, città addobbata con luci natalizie, hanno concluso la giornata.

 La domenica 27 novembre, giorno del Signore, inizio dell’avvento, ha fatto iniziare le attività con la preghiera mattutina, nel giardino del Centro Diocesano de Pastoral, dove si sta realizzando il Seminario, la cui animazione era della provincia Maria Madre dei Migranti. Nella preghiera si sono affidati al Signore i gesti di solidarietà realizzati nel cammino missionario e migratorio.

Sr. Etra Modica ha svolto il tema del giorno: Dialogo interculturale, una sfida alla formazione missionaria, interpellando l’assemblea sulle sfide ad aprirsi a nuovi cammini per la formazione alla vita religiosa consacrata scalabriniana, oggi, nell’incontro reale delle persone in contesto interculturale.

L’attività missionaria della signora Ruth Cruz Gomes, Laica Missionaria Scalabriniana – LMS aveva come titolo “Il migrante nella missione del laico missionario scalabriniano a Santiago de Cali – Colombia”. Sr. Elisete Signor invece a esposto la sua attività missionaria con il migrante brasiliano a Boston –USA. Il migrante giovane di II generazione è stato invece il tema presentato di sr. Milva Caro, riportando la realtà della Germania.

Il pomeriggio si è aperto con una tavola rotonda – Risposta alle sfide migratorie contemporanee – con l’obiettivo di promuovere e fortificare l’articolazione di azioni congiunte, a favore dei migranti e rifugiati; presenti rappresentanti di istituzioni Dr.Andres Ramires –DF rappresentando l’Alto Comissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati; Sr. Erta Lemos direttrice dell’Associazione Internazionale Scalabriniana a servizio dei Migrantes –AISSMI; Sr. Ligia Gambra, rappresentante del Consiglio Episcopale Latino Americana della Mobilità Umana – CELAM; padre Rui Pedro rappresentante della Scalabrini Internacional Migration Network – SINM: attraverso le relazioni sono emersi aspetti significativi, che hanno evidenziato lotte e conquiste nell’esecuzione dei progetti a favore del migrante e rifugiati. Alla partecipazione attiva dell’Assemblea con domande e risonanze, hanno seguito i lavori di gruppo e l’assemblea plenaria. La provincia S. Giuseppe e la Provincia Nostra Signora di Fatima hanno presentato la loro preparazione al IV Seminario Congregazionale.

Dopo la cena, la celebrazione eucaristica è stata presieduta da p. Rui Pedro – cs, e animata dalla Provincia Maria, Madre dei migranti.

Nel sito della Congregazione: www.scalabriniane.org , sono disponibili le foto che documentano i momenti significativi del IV Seminario Congregazionale.

Per l’equipe di comunicazione:

Ir. Maria do Carmo Gonçalves
Ir. Ana Maria Delazeri
Ir. Nelí Basso

 

Migrações contemporâneas

novembre 28th, 2011

Desafios das migrações internacionais

(pdf – 3,56 MB)

 

Migrações contemporâneas

Características e tendências

Dr. Roberto Marinucci